La Riforma Fiscale 2023/24
I 10 punti più rilevanti:
1) Detassazione tredicesima, straordinari e dei premi di produttività.
2) Riforma dell’Irpef: riduzione delle aliquote Irpef, sempre nel rispetto del principio di progressività sancito dalla Costituzione.
3) Versamenti autonomi: progressiva introduzione del cambiamento del carico fiscale fino ad arrivare ai versamenti mensili degli acconti e dei saldi. La cosa potrebbe portare all’eliminazione del saldo di giugno e dell’acconto di novembre che pesa sulle spalle dei lavoratori autonomi visto che si trovano a pagare le tasse in un’unica soluzione. Un’altra novità è quella di poter rateizzare l’acconto di novembre.
4) Superbollo e multe: graduale superamento del superbollo nell’ottica del riordino delle tasse automobilistiche. Un’altra novità riguarda le multe con addebito diretto in banca per pagare l’importo con una riduzione del dovuto (come quando si paga entro il quinto giorno dalla notifica della stessa).
5) Superamento Irap e novità Ires: la delega fiscale prevede un graduale superamento dell’Irap che potrebbe essere sostituita dal un’altra imposta calcata con le stesse regole dell’Ires. Quest’ultima, invece, è destinata ad essere ridotta sugli utili reinvestiti (anche per nuove assunzioni) o divisi per partecipazione dei dipendenti.
6) Revisione Iva: revisione con una razionalizzazione del numero delle aliquote secondo i criteri stabiliti dall’Ue per cercare di omogeneizzare soprattutto i beni e i servizi primari.
7) Concordato biennale per partite Iva e piccole e medie imprese con il quale il Fisco calcolerà le imposte dovute sui redditi per il biennio successivo.
8) Novità pignoramento: velocizzazione del processo di riscossione.
9) Cedolare secca per gli esercenti esteso anche per le locazioni di immobili non adibiti ad uso abitativo e questo significa che potrà essere utilizzata anche qualora il conduttore sia chi esercita attività di impresa, arti o professioni o nel caso sia un esercente.
10) Sanzioni ridotte: penali che verranno alleggerite soprattutto se si è colpevoli di dichiarazioni infedeli. Se il contribuente collabora, infatti, e comunica preventivamente l’esistenza del rischio fiscale non sarà soggetto al reato penale.
